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Ancora tanti i siciliani che preferiscono curarsi al nord Italia

La rilevanza di questa tendenza mette in evidenza la necessità di indagare sulle ragioni dietro questa scelta, esplorando fattori come la percezione della qualità delle cure

di Redazione -




La sanità favorita dei siciliani per cure mediche al di là dello Stretto rimane ancora significativa, come evidenziato dai dati raccolti nel contesto del progetto “Curarsi in Sicilia” condotto da Insanitas e Dasoe, il Dipartimento per le attività sanitarie ed osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana.

La migrazione sanitaria colloca la Sicilia al terzo posto in Italia, preceduta unicamente da Campania e Calabria. Questo fenomeno determina un ammanco notevole nelle casse della sanità isolana, quantificato in 330 milioni di euro. Le cure mediche preferite al di fuori della Sicilia tendono ad essere di media e bassa complessità, sebbene nella regione siano presenti anche eccellenze sanitarie.

La rilevanza di questa tendenza mette in evidenza la necessità di indagare sulle ragioni dietro questa scelta, esplorando fattori come la percezione della qualità delle cure, la disponibilità di servizi specializzati, o forse il semplice desiderio di accedere a strutture mediche con maggiore affluenza di risorse.

L’impatto economico di questa migrazione sanitaria non può essere sottovalutato, con conseguenze dirette sul bilancio della sanità regionale. Tuttavia, è altrettanto importante considerare il diritto dei cittadini a ricevere cure di qualità, indipendentemente dalla loro ubicazione geografica. Un approccio olistico alla salute dovrebbe mirare a migliorare le infrastrutture sanitarie locali e ad affrontare le esigenze specifiche della popolazione siciliana, al fine di ridurre la necessità di cura al di fuori della regione.