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Cronaca

PRIMA PAGINA- Altavilla killer in crisi tra accuse e silenzi

di Marco Gullà -





di MARCO GULLA’ – Altavilla killer in crisi tra accuse e silenzi

Si accusano, si disperano, vogliono parlare con i magistrati. Sulla mattanza di Altavilla Milicia è il momento delle accuse. Da una parte ci sono Giovanni Barreca e sua figlia, dall’altro Massimo Carendente e Sabrina Fina. A volere dare una sua “nuova” versione dei fatti c’è la Fina che tramite il suo legale “Ha chiesto di essere sentita dai magistrati – afferma l’avvocato Marco Rocca – per chiarire la sua posizione.
Stanno uscendo versioni, soprattutto da parte di Barreca, che non rispecchiano quanto successo in quella casa. Così, la mia assistita vuole essere sentita per chiarire la loro posizione”. Anche il marito della Fina vuole parlare: “Credo anche Carandente vorrà essere sentito dai magistrati di Termini Imerese – sottolinea il legale – non l’ho sentito, ma credo che anche per lui preparerò una richiesta.
Ci sono tanti aspetti da chiarire e spiegare per fare luce su quanto successo nella villetta di Altavilla”.
Carandente e Fina, al momento hanno fatto scena muta e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia di fronte al giudice per le indagini preliminari.
Ma un ruolo chiave, primario, per scoprire cosa è successo in quei tragici giorni, lo ha sicuramente la figlia di Barreca.
La 17enne verrà nuovamente sentita dal tribunale dei minori, lei sa qualcosa in più, ne è convinta la procuratrice per i minorenni di Palermo Claudia Caramanna. Prima dei nuovi interrogatori gli inquirenti vogliono analizzare i risultati di tutte attività tecniche sulla strage di Altavilla Milicia: i magistrati della procura per i minorenni di Palermo e i colleghi della procura ordinaria di Termini Imerese non sentiranno i quattro arrestati prima di aver esaminato il contenuto dei telefoni e dei computer di Giovanni Barreca, della figlia diciassettenne e della coppia palermitana.
Una delle ipotesi, è che il ruolo della giovane sia molto più centrale di quanto abbia voluto finora far credere agli inquirenti. Se il mittente del testo rimane oscuro, è certo che la giovane aveva il telefono con sé in quella tragica notte. Ma non ha fatto partire alcuna chiamata per chiedere aiuto, anzi: aveva inviato a una sua compagna una foto di Kevin prima che venisse ucciso. Perché non ha chiesto aiuto? Perché avrebbe utilizzato anche il cellulare del fratello? Tutte domande che gli inquirenti vogliono porre alla giovane che dal carcere continua a chiedere del padre.
Giovanni Barreca – stando a quanto raccolto dalla nostra redazione – appare più sereno. In carcere mangia, dorme e prega molto. Spesso però ha delle crisi mistiche, inizia a farneticare e delirare, ecco perché il suo legale ha chiesto e ottenuto una perizia psichiatrica sul suo assistito. La perizia è stata richiesta dallo stesso legale del muratore in carcere per la strage, che ha incaricato lo psichiatra Alberto Caputo, che sarà coadiuvato da Roberta Bruzzone (criminologa famosa in tutta Italia anche per le numerose apparizioni tv) che dovrebbe incontrare al carcere dei Pagliarelli Barreca il prossimo 6 marzo.
Nei giorni scorsi Roberta Bruzzone era intervenuta su Facebook sulla vicenda. “Quanto successo a Altavilla Milicia, mi era chiaro fin da subito e le mie ipotesi sono state confermate in quanto anche i figli di Giovanni Barreca avrebbero partecipato alle torture.
Un padre psicotico che ha diffuso il suo verbo anche in famiglia facendo proseliti”.
Quella che si è aperta oggi sarà quindi una settimana fondamentale sulle indagini e per le accuse, gli avvocati inoltre dovrebbero tornare a parlare con i loro assistiti e provare a costruire le rispettive tesi difensive. Un lavoro non semplice, considerato che fino adesso tutti gli indagati hanno provato ad accusarsi a vicenda, senza collaborare più di tanto.