Leggi:

Mosaico

Finanziaria regionale, il governo Schifani punta al via libera dell’Ars entro Natale

di Federico Conti -





Palazzo d’Orléans stringe i tempi sull’ultima manovra della legislatura. Chiusa la partita della manovrina, il governo regionale guidato da Renato Schifani ha avviato il lavoro sulla legge di stabilità 2027-2029, il cui testo non è ancora stato reso pubblico. Gli uffici stanno completando la ricognizione delle richieste arrivate dai singoli assessorati e mettendo a punto la Nota di aggiornamento al Defr, il documento che fissa la cornice economica entro cui dovranno muoversi le scelte di spesa.

La Finanziaria regionale siciliana dovrebbe approdare in giunta nei primi dieci giorni di novembre. Il calendario è già slittato rispetto alle previsioni di metà ottobre, quando l’esecutivo si era impegnato a presentare il disegno di legge entro la fine del mese. Ottenuto il sì della giunta, il testo verrà trasmesso alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana e alle commissioni competenti: da quel momento partono i 45 giorni previsti per trasformarlo in legge. L’obiettivo dichiarato è chiudere la sessione di bilancio prima della pausa natalizia.

Finanziaria regionale, ex Pip a tempo pieno dal 2027

La voce più consistente su cui il governo ha già scoperto le carte riguarda gli ex Pip di Palermo, oggi inquadrati nella partecipata Sas. Si tratta di 1.836 lavoratori per i quali la Regione intende garantire, a partire dal 2027, il passaggio a 36 ore settimanali, ossia il tempo pieno. L’annuncio è arrivato il 28 ottobre al termine di un incontro con i sindacati a cui hanno partecipato il presidente della Regione, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e il segretario generale Ignazio Tozzo.

“L’obiettivo è chiudere la vertenza degli ex Pip di Palermo dal prossimo anno con il passaggio a 36 ore”, ha spiegato Schifani, aggiungendo: “Per questo destineremo i fondi necessari nella prossima legge di stabilità”. Dagnino ha indicato in circa 39 milioni di euro all’anno il costo dell’operazione, chiarendo quali fossero le condizioni da verificare prima di procedere: “Servivano la disponibilità finanziaria e il fabbisogno di risorse umane da parte della Regione.” La proposta era stata sostenuta anche da Marianna Caronia, deputata di Noi moderati.

Le norme stralciate tornano nella Finanziaria regionale siciliana

Il secondo capitolo della Finanziaria regionale siciliana riguarda l’eredità lasciata dalla manovrina approvata a ottobre. Durante la seduta del 15 ottobre il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno aveva comunicato lo stralcio di 52 articoli, per un valore superiore ai 92 milioni di euro sul 2026, rinviandoli alla commissione Bilancio. “Il lavoro della commissione Bilancio non andrà perso”, aveva assicurato in quell’occasione.

Molte di quelle disposizioni potrebbero ora trovare spazio nel nuovo testo. Tra le più rilevanti c’è la ricapitalizzazione delle cantine sociali, che valeva 19 milioni e la cui esclusione aveva provocato le proteste dei sindaci dei territori vitivinicoli. In lista d’attesa figurano anche il Fondo per le nuove generazioni e la resilienza demografica, da 7 milioni, i 5 milioni per la pulizia e la manutenzione delle strade e altrettanti per i porti dei comuni collegati alle isole minori. Il capitolo dedicato agli studenti comprende il Reddito di merito per gli universitari, da 3 milioni, e i voucher da 1,5 milioni per chi ha un Isee basso. Tra le norme in attesa ci sono anche i contributi per le serre ecosostenibili e gli aumenti per i presidenti dei sei Liberi consorzi comunali.

Dalla sanità all’intelligenza artificiale, le voci minori

Accanto agli interventi più onerosi, la Finanziaria regionale siciliana potrebbe recuperare una serie di misure dal peso economico contenuto ma dal forte valore simbolico per i territori. Si va dal progetto Sicilia Liberty alle iniziative per l’Anno europeo dei Normanni, dal fondo da 400mila euro dedicato alla manodopera straniera ai quattro centri di diabetologia pediatrica. Nell’elenco compaiono inoltre la Banca dei tessuti del Policlinico di Catania, un Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale e il sostegno alla crioconservazione degli ovociti, il cosiddetto social freezing.

Resta da capire quante di queste proposte entreranno davvero nel testo e quante riusciranno a trovare copertura dentro un bilancio che dovrà comunque garantire la spesa per gli ex Pip.

La Finanziaria siciliana alla prova di Sala d’Ercole

La sessione di bilancio si annuncia delicata anche sul piano politico, perché arriva nell’ultimo anno della legislatura e con gli schieramenti già proiettati verso le elezioni regionali. Sud chiama Nord, il movimento guidato da Cateno De Luca, presenterà martedì 3 novembre le proprie proposte per la Finanziaria regionale siciliana, segno che il confronto sulle priorità di spesa è destinato ad accendersi ben prima che il testo arrivi in Aula. Per il governo la sfida sarà tenere compatta la maggioranza nei passaggi in commissione e a Sala d’Ercole, dove la manovrina ha già dimostrato quanto possano allungarsi i tempi quando gli emendamenti si moltiplicano.

LEGGI TUTTE LE NEWS DI POLITICA