Niscemi frana ma sono tutti innocenti: storia di un disastro annunciato
C’è una collina che frana sotto i colpi di una montagna di carte. Sono tutti innocenti. Nessuno è responsabile di ciò che è accaduto, di ciò che sta accadendo e, a quanto pare, di ciò che continuerà ad accadere a Niscemi. Il rimpallo delle responsabilità è la più nobile delle arti burocratiche, e la storia delle frane di Niscemi ne è il paradigma perfetto.
Ma andiamo con ordine. “Interventi di consolidamento della frana di Niscemi – sistemazione idraulica”: è il titolo della cronaca di oggi. In realtà, è il titolo di un documento datato 21 febbraio 2024, firmato da Salvatore Cocina, dirigente generale del Dipartimento regionale della Protezione civile della Regione siciliana. Arriva dopo un atto di interpello del 10 novembre 2023 e riapre ufficialmente una pratica nata il 12 ottobre 1997. A Niscemi, da quel giorno, è la montagna che si muove. La burocrazia molto meno: si mette in moto il girotondo.
Tra il 1997 e il 2002 lo Stato prende atto dell’emergenza con una raffica di ordinanze di Protezione civile. Citiamole tutte, per comprendere cosa sia accaduto sul piano amministrativo: n. 2703 del 29.10.1997, n. 2720 del 28.11.1997, n. 2731 del 22.01.1998, n. 2862 dell’08.10.1998, n. 2970 dell’01.04.1999, n. 3406 del 22.03.2000, n. 3095 del 23.11.2000, n. 3104 del 26.01.2001, n. 3175 del 24.01.2002.
Tutte individuano “interventi urgenti” per il dissesto idrogeologico verificatosi il 12 ottobre 1997 nel Comune di Niscemi. L’urgenza diventa permanente. Le soluzioni, purtroppo, no.
Nel 2006 arriva la consacrazione dell’emergenza eterna. Con l’OPCM n. 3511 del 6 aprile 2006, il Presidente del Consiglio dei ministri stabilisce che debbano essere realizzate le opere previste nel progetto “Interventi di consolidamento della frana di Niscemi (CL)”, finanziato con fondi OPCM 2621/1997. Pochi giorni dopo, con la disposizione commissariale n. 2 del 28 aprile 2006, il Dipartimento regionale della Protezione civile viene individuato come Ufficio commissariale e il dirigente generale come soggetto attuatore.
Nel 2009 si passa ai fatti. O almeno così sembra. Con il Contratto d’appalto n. 5695, registrato il 18 maggio 2009, i lavori vengono affidati a un’ATI composta da COMER Costruzioni Meridionali S.p.A. ed EDILTER Costruzioni S.r.l.. Tutto formalmente corretto.
Ma nel 2010 la realtà bussa alla porta degli atti. Con il DDG n. 723 del 15 novembre 2010, il Dipartimento dispone la risoluzione in danno del contratto per gravi ritardi e inadempimenti. Il progetto si ferma. La frana no.
Nel 2013 si tenta una transazione. Non funziona. Così nel 2016, con il DDG n. 364 del 24 maggio, la risoluzione viene definitivamente confermata. Dal punto di vista amministrativo, la partita è chiusa. Dal punto di vista geologico, no.
Passano gli anni. Cambiano i governi, cambiano i codici. Nel 2023 entra in vigore il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). Nello stesso anno, il 10 novembre 2023, il Dipartimento regionale della Protezione civile pubblica l’Atto di interpello prot. n. 49141, rivolto a tutto il personale tecnico della Regione Siciliana per individuare figure interne cui affidare progettazione, direzione lavori, sicurezza e servizi di geologia per l’intervento denominato: “Interventi di consolidamento della frana di Niscemi – sistemazione idraulica del torrente Benefizio e dell’incisione a valle dell’ex depuratore”, per un importo complessivamente stimato di 14.520.000 euro. È il segnale che il fascicolo, rimasto fermo per anni, torna finalmente a circolare.
Nel frattempo, però, la collina è crollata. Nella notte tra il 25 e il 26 gennaio, una ferita lunga oltre quattro chilometri e profonda, in alcuni tratti, quasi cinquanta metri, ha segnato ancora una volta il territorio.
Perché a Niscemi la montagna continua a muoversi. La burocrazia, invece, continua a girare.
Le ordinanze cambiano numero, i decreti cambiano intestazione, i finanziamenti cambiano cappello. Le responsabilità completano il giro e tornano al punto di partenza. E alla fine, l’unica cosa che non cambia mai è il titolo: “Interventi di consolidamento della frana di Niscemi – sistemazione idraulica”. Ventisei anni dopo, più che un’opera pubblica, la frana di Niscemi è diventata un metodo amministrativo.
