E’ morta Anna la sorella del giudice Giovanni Falcone
Si è spenta a 95 anni Anna Falcone, primogenita di una famiglia che la storia d’Italia ha imparato a conoscere nel suo dolore più profondo. Sorella di Giovanni Falcone, ucciso con la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta nella strage di Capaci, Anna Falcone ha scelto per tutta la vita una postura sobria, lontana dai riflettori, fedele a un’idea di memoria che non fa rumore ma lascia tracce durature.
Insieme alla sorella Maria fu tra le anime silenziose della Fondazione Falcone, contribuendo a trasformare una ferita privata in un presidio civile. La sua non fu mai un’antimafia gridata: era piuttosto una pedagogia della responsabilità, esercitata con fermezza e misura, soprattutto nei dialoghi con le scuole, dove la legalità diventava racconto quotidiano e non liturgia commemorativa. «La conoscenza è l’inizio di ogni riscatto», amava ripetere chi l’ha conosciuta da vicino: un principio che ha guidato anni di incontri con studentesse e studenti in tutta Italia.
La stessa discrezione ha segnato anche i passaggi più delicati della sua storia pubblica. Quando, di recente, insieme a Maria accolse le scuse dell’ex calciatore Fabrizio Miccoli per le offese pronunciate in una conversazione intercettata, Anna Falcone confermò una lezione rara: la memoria non è vendetta, ma rigore morale e capacità di rimettere al centro il senso delle parole.
Numerosi i messaggi di cordoglio. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha ricordato «la passione e la discrezione» con cui Anna Falcone ha lavorato per diffondere la cultura della legalità, definendone l’eredità «una formazione permanente delle coscienze più giovani». Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha parlato di «un momento di profondo cordoglio per la città»
