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Economia

South Working Sicilia: la Regione studia incentivi per chi lavora da remoto

di Andrea Scarso -





Contrastare la fuga dei cervelli e riportare i giovani nella propria terra: è questa la sfida lanciata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che rilancia il progetto South Working Sicilia come strategia concreta per il futuro del lavoro nell’isola.

Durante un intervento pubblico a Etna Forum, a Ragalna, Schifani ha annunciato che il governo regionale sta lavorando a un provvedimento per incentivare le aziende – soprattutto quelle del Centro-Nord – ad assumere giovani siciliani permettendo loro di lavorare a distanza, rimanendo nella propria città d’origine.

“Stiamo valutando incentivi per le imprese non siciliane che assumono i nostri giovani e li lasciano lavorare da casa, per quei ruoli dove il lavoro da remoto è possibile”, ha dichiarato il governatore.

South Working Sicilia: il lavoro agile come strumento di rientro

Nato come risposta alla pandemia e oggi divenuto un modello sostenibile, il South Working si configura come un’opportunità per rilanciare il tessuto sociale, economico e culturale del Sud Italia. In questo contesto, la Sicilia vuole diventare un laboratorio avanzato per il lavoro distribuito.

Secondo Schifani, il Covid ha aperto una breccia nel modo tradizionale di concepire il lavoro, rendendo possibile – e accettabile – lavorare ovunque: “Oggi anche i consigli di amministrazione o le riunioni con i ministri si fanno da remoto. Perché non approfittarne per trattenere i nostri talenti?”.

Fondi inutilizzati e nuove risorse per il South Working in Sicilia

Il presidente ha anche evidenziato una criticità: oltre 100 milioni di euro destinati agli incentivi per le assunzioni negli anni 2023 e 2024 non sono stati utilizzati, a causa della lentezza burocratica e della mancata sinergia con le istituzioni europee.

Tuttavia, Schifani guarda avanti: “Per il 2026 abbiamo appostato altri 50 milioni. Potrebbero essere reindirizzati proprio su misure legate al South Working Sicilia o su altri interventi per favorire l’occupazione giovanile”.

Un’opportunità per i giovani e per le aziende

Il modello South Working consente ai lavoratori di tornare o restare in Sicilia, senza rinunciare a opportunità di carriera in aziende del Nord Italia o internazionali. Al tempo stesso, le imprese possono beneficiare di risparmi economici, maggiore produttività e fidelizzazione dei dipendenti.

Progetti come quello portato avanti da Global Shapers – Palermo Hub, avviato già nel 2020, hanno mostrato che una rete di coworking, comunità digitali e contratti flessibili può davvero invertire i flussi migratori giovanili.

South Working Sicilia: una sfida di sistema

Il South Working in Sicilia non è solo una misura tampone contro l’emigrazione giovanile, ma una visione di lungo termine: rendere il Mezzogiorno attrattivo, moderno e digitalmente connesso. Serve però una rete di soggetti pubblici e privati, una governance chiara e un piano infrastrutturale adeguato.

Schifani lo sa: “Non sarà semplice. Ma è un’opportunità che non possiamo permetterci di perdere”.