Approvata la riforma Nordio sulla separazione delle carriere. Esce il libro che la smonta punto per punto
“Divide et impera”, il nuovo saggio di Pietro Gurrieri (Bonanno Editore), è il primo volume tecnico e militante che denuncia il vero volto della riforma: la fine dell’indipendenza della magistratura in Italia.
Nel pomeriggio di martedì 22 luglio, il Senato ha approvato in seconda lettura il disegno di legge costituzionale voluto dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Una riforma definita epocale da Governo e maggioranza, ma che solleva pesantissime preoccupazioni tra magistrati, accademici e operatori del diritto.
Proprio in queste ore esce in libreria “Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini” (Bonanno Editore, luglio 2025), il nuovo saggio di Pietro Gurrieri, giurista e autore di riferimento nel panorama della giustizia costituzionale, già noto per i volumi di successo sull’autonomia differenziata e sull’ergastolo ostativo.
Pietro Gurrieri, in oltre 320 pagine, ricostruisce:
– le origini della questione, dai lavori della Costituente ai principali progetti di riforma nella storia repubblicana: «La riforma Nordio non è affatto una riforma neutra, è una riforma di rottura rispetto al modello costituzionale, per alcuni aspetti incostituzionale», afferma l’autore, e ancora: «Dietro la retorica della modernizzazione, si nasconde un attacco concentrico ed eversivo all’indipendenza del pubblico ministero e all’unitarietà della giurisdizione, che ricorda il Piano di rinascita democratica di Licio Gelli e della P2».
– gli ordinamenti di otto Paesi europei e nordamericani (Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti) dimostrando che, dove vige la separazione delle carriere, il pm è organo soggetto al Governo: «L’esame comparato di ben otto liberaldemocrazie in cui vige la separazione delle carriere dimostra senza ombra di dubbio che il sistema conduce sempre alla sottomissione del pubblico ministero all’esecutivo, e al venir meno dell’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale», sottolinea Gurrieri.
– l’intero iter del disegno di legge Nordio, con posizioni dei partiti, pareri di costituzionalisti, del CSM, dell’ANM, e della magistratura associata, di magistrati e avvocati.
“Divide et impera” è molto più di una monografia giuridica sulla riforma Nordio, al momento l’unica: è un libro che, oltre ad esaminarla in profondità ma con linguaggio comprensibile, la inquadra nella questione democratica italiana.
In un tempo in cui l’autonomia della magistratura viene messa in discussione in nome di una presunta idea di modernità, l’Autore smonta una per una le argomentazioni giuridiche e politiche alla base del disegno Nordio, ne espone debolezze, contraddizioni e insidie.
A impreziosire il volume:
– la prefazione di Federico Cafiero De Raho, deputato M5S e già Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, che richiama le derive autoritarie sottese alla riforma e parla di quest’opera come di straordinario valore scientifico, concepita dall’Autore con “eroica passione civile”;
– la conclusione di Vincenza Rando, giurista e senatrice del Partito Democratico, che riflette sulla necessità di difendere l’equilibrio costituzionale.
Il libro si rivolge a studiosi, operatori del diritto, studenti e cittadini consapevoli, anche in vista del quasi certo referendum confermativo previsto per la primavera 2026, ed è destinato a diventare un punto di riferimento nel dibattito giuridico e politico sulla riforma e nella probabile campagna referendaria.