Consorzi di bonifica, Figuccia (Lega): «Subito vertice di maggioranza»
«Bisogna essere onesti e fotografare che c’è uno strappo politico vero e proprio, portato avanti da franchi tiratori privi di senso di responsabilità. Si è venuto a creare un clima difficile e se qualcuno vuole uscire dalla maggioranza e farsi protagonista di schemi diversi lo dica adesso». Così Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars, dopo la bocciatura del disegno di legge sui Consorzi di bonifica a Sala d’Ercole. «Serve fare chiarezza con un vertice di maggioranza, abbandonando ogni ipocrisia. La Lega non è disposta a tirare a campare, chiediamo lealtà nei confronti del presidente Schifani e quindi dei siciliani».
Stop legge riforma, maggioranza sotto in Ars
La riforma dei Consorzi di bonifica è stata quindi bocciata all’Assemblea regionale siciliana, dove la maggioranza è andata sotto nel voto segreto. «La bocciatura di oggi della legge sui Consorzi di bonifica è l’ennesimo fallimento del governo Schifani e della sua inesistente maggioranza, liquefattasi ancora una volta col voto segreto chiesto dalle opposizioni. Sarebbe stato vergognoso avallare una legge regionale che di fatto avrebbe frodato i creditori, i quali si sarebbero trovati a reclamare compensi per beni e servizi forniti per anni a soggetti completamente svuotati di ogni risorsa», ha affermato il capogruppo del M5S all’Ars, Antonio De Luca.
«E ora» – continua De Luca – «non si cerchi di imputare alle opposizioni il fallimento di una legge partorita nel peggiore dei modi dopo decenni di attesa. Non si può ricattare il Parlamento sulla pelle dei lavoratori. E soprattutto, non si cerchi di far scontare a questi le enormi colpe dell’esecutivo, negandogli quella stabilizzazione che questa legge non avrebbe certamente permesso, ma che può invece essere sempre realizzata con le risorse della prossima variazione di bilancio. Per l’occasione presenteremo un emendamento che stanzi i fondi a questo scopo».
La Lega va giù duro
La bocciatura scatena una nuova polemica interna alla maggioranza. «È del tutto evidente» – secondo la Lega – «che la riforma dei Consorzi di bonifica si è arenata anche perché alcuni colleghi della maggioranza mostrano contrarietà alle innovazioni. Ma vale la pena ricordare che la riforma avrebbe garantito stabilità del personale, efficienza dei servizi e riduzione di costi a carico degli agricoltori. Non è azzardato pensare che all’interno dei gruppi parlamentari di maggioranza qualcuno non abbia chiaro il programma del governo Schifani. Per questo siamo certi che il presidente della Regione troverà il modo per riunire le forze politiche per esaminare quanto è successo, che non può essere sottovalutato. Sarà anche utile tracciare la rotta per i prossimi mesi di lavoro e appurare che se c’è qualcuno che è contrario alle riforme strutturali è bene che lo manifesti in maniera chiara, assumendosi le conseguenze della scelta».
La riforma era attesa dai sindacati
«Quello che è accaduto oggi a sala d’Ercole con la riforma dei Consorzi di bonifica è vergognoso. Il governo e la maggioranza hanno mostrato il loro vero volto, affossando una riforma annunciata da tempo, al centro di trattative e impegno con i sindacati. L’intero Parlamento ha mostrato insensibilità per una riforma importante per il territorio, per l’agricoltura, per i lavoratori», hanno affermato i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil Tonino Russo, Adolfo Scotti ed Enzo Savarino, che si trovano ancora davanti All’Ars in presidio assieme ai lavoratori, dopo che l’Aula ha bocciato l’articolo fondamentale della riforma producendo uno stop all’iter. «Promesse e impegni ancora una volta traditi» – aggiungono – «da un Parlamento che non si adopera per migliorare la situazione del territorio e dell’agricoltura in periodo di crisi idrica, né tantomeno per dare garanzie e certezze ai lavoratori. La nostra protesta» – sottolineano – «continuerà».
La polemica torna su Galvagno
«Siamo in presenza di una maggioranza di governo compatta quando c’è da distribuire prebende, mancette e curare le clientele, ma che va in frantumi quando si tratta di varare la prima riforma organica di settore, oppure quando c’è a mettere in campo un atto di programmazione. È una maggioranza non in grado di dare risposte: o trovano dunque le ragioni per darle queste risposte o ne traggano le conseguenze», ha dichiarato il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, sottolineando anche che «il fatto che Galvagno nonostante ciò che sta emergendo dalle inchieste continui a presiedere la seduta getta discredito sulle istituzioni».
«Vediamo in questi giorni» – rileva Mannino – «che la riforma della rete ospedaliera è criticata anche da pezzi della maggioranza, che fa anche cadere al primo voto una riforma importante come quella dei Consorzi. Non siano ora i lavoratori» – sottolinea il segretario della Cgil – «a pagare l’irresponsabilità del governo e della sua maggioranza: si spostino quindi gli emendamenti di copertura finanziaria per il personale dalla riforma dei Consorzi alle variazioni di bilancio».